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SOMALIA: UN ISLAMICO MODERATO E' IL NUOVO PRESIDENTE
A questo punto la domanda più ovvia è: Era necessario l’invio dei militari etiopici in Somalia?
Abbiamo seguito tutti, in questi due anni la strage compiuta dai militari etiopici sulla popolazione Somala con 50/60000 morti ed unmilionecinquecentomila sfollati e distruzione di intere città e violenze e stupri sulle donne e le sofferenze delle popolazioni.
Tutto questo grazie alla spietata azione criminale dell’amministrazione Bush ed il suo servo presidente etiopico Melles Zenawi.
Se ci fosse una giustizia questi criminali dovrebbero rispondere davanti al tribunale internazionale per i crimini commessi sui civili. Invece due settimane prima delle elezioni di Obama alla casa bianca i militari etiopici hanno lasciato la Somalia ed il capo delle corti islamiche Sheik Sharif, che aveva trovato ospitalità in Eritrea è stato eletto Presidente della Somalia.
La fine dell’amministrazione Bush e l’inizio della nuova amministrazione Obama sta dimostrando i suoi buoni propositi sia nei rapporti con la Russia con il mondo islamico ed anche nel corno d’Africa fra gli stati.
La guerra fra l’Eritrea e l’Etiopia, tanto per rinfrescare la memoria, è opera dell’amministrazione Bush, così come è stato la distruzione dello Stato dell’Irak e di tante aree nel mondo.
Finalmente il popolo degli Stati Uniti ha voluto voltare pagina e cambiare un’amministrazione che ha causato tanti danni al mondo ed al suo stesso paese.
Ora ci aspettiamo che la tensione militare fra l’Eritrea e l’Etiopia abbia finalmente fine lungo tutto il confine ancora presidiato da militari di ambo le parti e che il territorio eritreo di Baddimè venga rilasciato dai militari etiopici che sono presenti da oltre sei anni illegalmente e con la complicità dell’amministrazione Bush.
Derres Araia
Appena letta la notizia della elezione del nuovo presidente della Somalia ero rimasto entusiasta per quella che sembrava essere una grande notizia che premiava gli sforzi esercitati dalla Alleanza per la Ri-liberazione della Somalia con sede ad Asmara nel tentativo di ricondurre il paese alla pace, ma quasi subito mi sono reso conto che a causa della somiglianza dei nomi e di come la notizia era stata presenta il neo presidente non era affatto l’attuale rappresentante della ARS.
In realtà Sheikh Sharif Sheikh Hasan gia da tempo aveva abbandonato Asmara e la Alleanza per schiersi con il governo di transizione somalo e al suo posto era stato eletto a capo della ARS Sheikh Hassan Dahir Aweys il quale ha commentato la elezione del presidente nel corso di una intervista con queste parole:
“Sheikh Hassan Dahir Aweys, il presidente della Alleanza per la Ri-liberazione della Somalia [ARS] con sede ad Asmara ha detto l'elezione del Sheikh Sharif Sheikh Hasan come il presidente della Somalia è illogico.
Aweys ha detto che l'elezione di Sheikh Sharif Sheikh Hasan, come il presidente della Somalia è illogico sia per lui che per la sua Alleanza, specificando che la vittoria di Sheikh Sharif Sheikh Ahmad non ha niente a che fare con lui e con la sua Alleanza. Sheikh Hasan Dahir Aweys, parlando alla TV Al - Jazeera ha detto il conflitto fra lui e Sheikh Sharif Sheikh Ahmad non dipende dalla sua elezione, ma si basa su questioni di principio.
Sheikh Sharif Sheikh Aweys ha accusato Sheikh Ahmad di deviazione dai principi della Alleanza per la Ri-liberazione della Somalia, affermando che tutto al quale la sua Alleanza è interessata sono gli interessi della gente somala e che l'intenzione di Sheikh Sharif di diventare il presidente della Somalia non è realistica e non durerà.”
Stefano Pettini
Anch'io appena ho letto la notizia, immediatamente ho avuto una sensazione spontanea di un ottimismo per una novità di cambiamento per quel paese martoriato da una guerra interna con interferenze esterne. In effetti, Sheikh Sharif Hassan è stato eletto presidente della Somalia a Gibuti scelto da un accordo dei governi stranieri all'estero: " a Gibuti ", escludendo il popolo somalo, che dovrebbe essere sovrano di eleggere il suo rappresentante dello Stato. Nessuna potenza estera si deve arrogare il diritto di proporre o sostituirsi al posto del legittimo organo sovrano, che è il popolo somalo che deve eleggere all'interno del suo territorio il suo governo. Oggi il nuovo presidente somalo eletto ha incontrato gli stranieri che hanno favorito la sua elezione, ed ancora una volta assistiamo, aimè l'interferenza indebita negli affari interni di uno Stato. Grazie per avermi fatto la nota Sig.Pettini. Questo dimostra la sua seria ed attenta osservazione sulle dinamiche politiche di quell'area
Cordiali saluti Derres Araia
Segnalo che il ministero degli esteri dell'Eritrea ha emesso un comunicato sugli sviluppi della situazione politica in Somalia.
La traduzione del comunicato è disponibile sulla pagina principale di Eritrea Eritrea.
Stefano Pettini